Quali sono le aziende che godono del più alto livello di apprezzamento presso il pubblico mondiale e come sono arrivate così in alto? Ce lo dice Reputation Institute con la sua 2017 Global RepTrak® 100 che ha analizzato 170mila valutazioni in 15 mercati, tra cui l’Italia.

La reputazione di un brand si può tradurre come la percezione, positiva o negativa, che il target (consumatori e clienti, media, dipendenti, investitori) ha nei confronti di un brand e della sua azienda, influenzando le sue decisioni di acquisto e le sue opinioni nei confronti dell’intera organizzazione. In particolare una buona reputazione implica che i consumatori sono più propensi ad acquistare e raccomandare i prodotti, gli investitori sono più inclini a concedere finanziamenti, dipendenti e nuovi professionisti sono stimolati nel lavorare o voler lavorare in quell’azienda, i media ne considerano le vicende con occhio più benevolo.

Tornando alla classifica, lo studio indica che la brand reputation è la valutazione della percezione attorno a 7 ambiti di attività: la qualità dei prodotti, il grado di innovazione che esprime, l’attrattività dell’azienda come luogo di lavoro, il tipo di organizzazione di cui si è dotata, il posizionamento sul tema della responsabilità sociale, la capacità di esprimere leadership sul mercato, i risultati finanziari. I primi 10 brand per reputazione a livello globale sono tutte multinazionali globali, molto conosciute per i loro prodotti e brand e anche soprattutto grandi investitrici in comunicazione: Rolex, Lego, Walt Disney, Canon, Google, Bosch, Sony, Intel, Rolls Royce, Adidas. Soltanto 3 aziende (Rolex, Lego e Canon) figurano però nella top ten di tutte e 4 le macro regioni analizzate – Nord America, EMEA, America Latina, Asia.
 Per quanto riguarda le imprese italiane in classifica abbiamo: Ferrero (17°), Barilla (23°) Giorgio Armani (28°), Pirelli (32°). Fuori dalle top 100 quest’anno è Lavazza (l’anno scorso al 77°). Un risultato migliore nelle posizioni rispetto allo scorso anno, anche se è evidente il limite alla capacità di internazionalizzazione delle imprese italiane, anche dal punto di vista della comunicazione.

Toccando il punto comunicazione è necessario infatti ricordare che la brand reputation si costruisce comunicando. Tutto sta nella capacità del brand di raccontare al pubblico la propria storia e i propri valori positivi. La ricerca indica che la metà dei consumatori non ha nessuna informazione su come si comportano le aziende in uno o più degli aspetti considerati: non a caso, i brand con la migliore reputazione sono quelli che sanno raccontarsi meglio, con uno storytelling che tocca tutte e 7 le dimensioni reputazionali.
driverFonte: Reputation Institute

 

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